|
|
| |
|
|
| |
| corsisti > attività > mancava! |
|
mancava!

mancava!
la tua idea per il futuro di Soprazoco
(a cura di Serena Conti - corsista a.a. 2004-05)
PERIODO: settembre 2005 – aprile 2006
LUOGO: Gavardo (BS), frazione Soprazocco
TEMA DEL PROGETTO:
Gestione di un ampliamento di un’area di estrazione di materiali da cava.
GRUPPO DI LAVORO:
Mauro Bellun
Stefania Bertolino
Stefano Bertoglio
Serena Conti
Bruno Di Pietro
Giuseppe Mori (promotore)
Alessandro Pirani (nelle fasi iniziali)
Rocco Scolozzi
Il gruppo di lavoro si
è costituito informalmente proprio attorno al progetto
“mancava!”. L’anno seguente, in occasione
dell’avvio di una nuova iniziativa comune ha assunto il nome
“Meteco”, pur mantenendo una struttura flessibile e
informale.
INTRODUZIONE [1]
“mancava!”
è il prodotto di un esperimento che alcuni corsisti
dell’anno accademico 2004/2005 hanno deciso di intraprendere. La
voglia di proseguire i discorsi cominciati durante il corso e di
confrontarli con la pratica li ha spinti a cercare un caso concreto su
cui mettersi alla prova. L’occasione si è presentata
durante la presentazione del corso dell’anno successivo, quando
uno di loro ha proposto di condividere, conducendolo assieme, il suo
progetto di stage presso un’amministrazione comunale. È
iniziato in questo modo casuale e improvvisato un primo esperimento di
apprendimento comune.
IL CONTESTO E IL PROGETTO [2]
L’area geografica di
riferimento è una frazione del Comune di Gavardo, nella parte
orientale della provincia di Brescia. Si tratta di un territorio
collinare a ridosso del Lago di Garda, dove il fascino del paesaggio
convive con un’antica tradizione di estrazione di materiali da
cava (sabbia e ghiaia).
L’ipotesi di
progetto riguarda la gestione di un ampliamento dell’area di
estrazione nella frazione Soprazocco (località Bocca di Croce).
Le variabili in campo sono limitate. L’ampliamento non è
oggetto di discussione, mentre lo sono le modalità di esecuzione
e la qualità delle misure di compensazione da attuare. Il
progetto quindi punta a far conoscere agli abitanti di Soprazocco le
intenzioni dell’amministrazione e le proposte di soluzione
indicate dal Piano Regolatore, e a stabilire assieme a loro le ipotesi
per l’esecuzione dell’ampliamento.
LE FASI [3]
I primi incontri del
gruppo di lavoro sono dedicati all’esplorazione del luogo, alla
comprensione degli elementi in gioco e alla conoscenza del programma
già steso dal promotore dell’iniziativa e delle
informazioni già raccolte.
Ne consegue la stesura
comune di un testo introduttivo che chiarisca e riassuma, in primo
luogo per noi, i differenti aspetti della questione trattata: il
contesto storico/ambientale, il quadro normativo, la percezione diffusa
rispetto al tema cave e le possibilità offerte dal progetto. Lo
stesso testo, opportunamente elaborato, è alla base delle prime
uscite allo scoperto del progetto (che nel frattempo ha assunto il nome
“mancava!”): un invito alla partecipazione alle iniziative
promosse dal progetto, sotto forma di manifesto/pieghevole distribuito
a tutte le famiglie del Comune, e la pubblicazione del sito internet
con relativa casella di posta elettronica.
Il progetto di
coinvolgimento degli abitanti del posto nelle scelte di gestione
dell’ampliamento dell’area di estrazione viene articolato
attorno a tre incontri pubblici, ciascuno rivolto a raccogliere la
percezione di problemi presenti e prossimi, la valutazione delle misure
ipotizzate dal Comune o l’elaborazione di nuove proposte, secondo
un grado di avvicinamento alla questione in crescendo, che potrebbe
essere riassunto nelle fasi: percezione (I incontro) / ricognizione (II
incontro) / verifica (III incontro).
Il primo incontro pubblico
“Incontriamoci!”, alla fine di marzo, è dedicato
alla presentazione del tema in questione e a una prima raccolta di
informazioni, punti di vista, e proposte. La gestione
dell’incontro prende spunto dalla tecnica detta Open Space
Technology, cominciando con un piccolo rinfresco e proseguendo con
sessioni di lavoro in gruppi tematici. Gli spazi di lavoro sono
allestiti con immagini dei luoghi interessati e con grandi foto aeree
della zona, che aiutano i partecipanti a riconoscersi sul territorio ed
a visualizzare la discussione. Al termine dell’incontro risultano
messi a fuoco alcuni principali filoni di discussione, già
corredati da numerose proposte, che riguardano i temi della
qualità della vita nella zona, e dunque le misure di tutela e
compensazione, e le possibilità per il recupero futuro delle
cave.
Il secondo incontro
“Osserviamo da vicino!”, una decina di giorni più
tardi, è una passeggiata esplorativa nell’area interessata
dal futuro ampliamento. I numerosi partecipanti (sono presenti molte
famiglie con bambini) si dividono in gruppi a partire da una
provvisoria distribuzione per temi di interesse, secondo quanto emerso
durante il primo incontro. La suddivisione in gruppi ha il senso di
favorire la discussione tra i partecipanti, che si realizza intensa di
racconti, pareri e proposte. Al termine della camminata risultano
più chiare l’entità dei problemi e soprattutto
l’opportunità e la fattibilità di alcuni interventi.
Le valutazioni e le
proposte elaborate durante i primi due incontri sono alla base della
stesura – da parte del gruppo di lavoro – di una bozza del
documento da presentare al Comune come resoconto su punti di vista e
preferenze degli abitanti dell’area interessata
dall’intervento di ampliamento. Intenzione del terzo ed ultimo
incontro pubblico – “valutiamo!”, nella seconda
metà di aprile – è arrivare a una stesura
definitiva di tale documento. Per farlo si sceglie di ricapitolare le
proposte emerse, stimandone i costi, dove possibile, e rappresentandole
su una grande riproduzione aerea del luogo, servendosi delle cosiddette
Mappe di Gulliver . Gli intervenuti sono invitati a verificare le
ipotesi visualizzate sulla mappa e a esprimere delle preferenze
investendo simbolicamente – mediante alcune carte opzione –
sull’una o sull’altra soluzione. La discussione è
accesa e risente probabilmente dell’atmosfera da ultima
occasione. Alcune proposte vengono preferite ad altre, ma soprattutto
qualcuno avanza l’ipotesi di proseguire le discussioni intraprese
dando corpo a un comitato permanente (in parte già esistente)
per la gestione del territorio delle cave.
TIRANDO LE SOMME [4]
Dopo l’ultimo
incontro il documento destinato al Comune viene compilato in forma
definitiva, cercando di riassumere il più fedelmente possibile i
punti di vista e le proposte emersi e rilanciando la palla alla
capacità di autorganizzazione degli abitanti di Soprazocco e a
quella di sintesi attenta dell’amministrazione comunale. Per il
Comune le posizioni espresse nel documento costituiscono il metro su
cui misurare le proprie scelte e la base di contrattazione nei rapporti
con i suoi principali interlocutori in tema cave, Provincia e gruppo
cavatori. L’obiettivo è la stipulazione di una convenzione
con i cavatori che tenga conto di una gamma complessa di prospettive,
quella dei cavatori e del “Piano Cave” provinciale, ma
anche quella degli abitanti del posto (e del Comune, che in tema di
estrazione di materiali di cava subisce le decisioni di Regione e
Provincia).
Secondo quanto emerso gli
aspetti più problematici legati all’area di estrazione
– e dunque al suo ampliamento – sono connessi alla
viabilità carrabile che attualmente attraversa il territorio
abitato (creando inquinamento atmosferico e acustico, sporcizia, ecc.).
Dopo mesi di contrattazione le opzioni per la stipulazione della
convenzione sembrano rivolgersi verso una soluzione inizialmente non
ipotizzata, ma che ugualmente permetterebbe di rispettare quanto emerso
dal percorso “mancava!”, deviando la viabilità
carrabile dall’abitato mediante il collegamento diretto
dell’area di estrazione con la superstrada Brescia-Valle Sabbia.
IN CONCLUSIONE, MOLTO BREVEMENTE [5]
“mancava!” per
il gruppo di lavoro è stata un’esperienza in parte
faticosa, soprattutto per la difficoltà di coordinamento a
distanza, assieme ai condizionamenti imposti dalla gratuità
dell’impegno. Di contro si è trattata di
un’occasione di intenso apprendimento, che ha permesso di
prendere le misure con un tipo di impegno di cui in buona parte si
aveva solo un’immagine stereotipata. Il bilancio positivo
dell’esperimento ha portato il gruppo a ipotizzare con entusiasmo
nuove esperienze insieme, più conscio di dover fare i conti con
alcuni limiti, ma anche di poter fare affidamento su altrettante
risorse.
COLLEGAMENTI:
Molti dei materiali
prodotti durante il progetto “mancava!” sono scaricabili
dal sito internet dell’iniziativa, trasferito all’indirizzo:
http://www.metroquadratoliberato.org/mancava/
ALCUNE IMMAGINI:
Alcune immagini sono scaricabili all’indirizzo:
http://www.metroquadratoliberato.org/mancavaimg.zip
CONTATTI:
meteco.alp@gmail.com
|
|
|
|
|
 |
|
| |
| |
|